Amianto sui tetti dei capannoni dismessi

L'ecologista Davide Fabbri denuncia il fattore di rischio e invita l'amministrazione a intervenire

L’ecologista Davide Fabbri attacca ancora una volta Amadori: dopo le accuse di poca sicurezza in azienda e di inquinamento, il colosso industriale di Cesena, finisce di nuovo al centro della polemiche di Fabbri, questa volta per le coperture dei tetti dei capannoni dismessi che risulterebbero ancora realizzati in amianto.

che ha fatturati milionari, ha l'obbligo morale e normativo a bonificare i tetti di amianto distrutti e spappolati, poiché le fibre di amianto si disperdono pericolosamente nell'ambiente

“Le foto allegate – spiega Davide Fabbri -  sono state scattate lungo la E45, fra Borello e San Carlo di Cesena: descrivono capannoni di allevamenti dismessi di una società legata al colosso Amadori: tetti in eternit distrutti dalla recente nevicata, neve che ha peggiorato la situazione già problematica da tempo.  La salute di tutti noi è in pericolo, le fibre di amianto si disperdono facilmente nell'ambiente. 

L’ecologista invita l’amministrazione a intervenire chiedendo che si attivi, di comune accordo con il dipartimento di protezione dell’Ausl,  per far rimuovere le coperture in amianto come quelle denunciate dall’ex consigliere comunale dei Verdi, sottolineando l’urgenza a seguito dell’aggravarsi di molte situazioni dopo le abbondanti nevicate dell’inverno appena trascorso. . “Da un censimento realizzato una decina di anni fa – conclude Fabbri – sono ben 5.400 i punti del territorio dove si trovano materiali in cui è presene l’amianto: si tratta di capannoni, tetti di abitazioni, tettoie e coperture di garage. E’ dimostrato che anche a bassissime esposizioni le fibre di amianto possono indurre un ben preciso tumore polmonare”

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