3 dicembre 2011 - Cesena, Cronaca, Politica

San Piero in Bagno, lotta tra la Giunta e il Carroccio, "intervenga il Prefetto"

Si apre il conflitto in campo aperto tra la Giunta di San Piero in Bagno e la Lega Nord.

Il nodo della questione è una campagna diffamatoria che l’amministrazione di Spignoli avrebbe, secondo le dichiarazioni di Jacopo Morrone, Segretario provinciale della  Lega Nord, messo in atto come diretta risposta ad un volantino fatto circolare dalla sezione cittadina del carroccio relativo alla questione dei 5 ghanesi profughi ospitati nelle strutture comunali.

 

La segnalazione è arrivata sul tavolo del Prefetto Angelo Trovato, che dovrà trattare ora una questione che rischia di degenerare.

 

“La Giunta presieduta da Lorenzo Spignoli ha sottoscritto e quindi distribuito materiale informativo diffamatorio redatto su carta intestata del Comune di Bagno di Romagna – si legge sulla missiva inviata al Prefetto di Forlì Cesena - Il volantino in oggetto, rappresenta la risposta istituzionale da parte di un Ente Comunale e della Giunta che lo governa, ad un’azione di carattere politico intrapresa dal Movimento Lega Nord Romagna. Si vuole quindi sottolineare la scorrettezza di linguaggio e l’utilizzo inappropriato delle connotazioni a carattere propriamente istituzionale, da parte della Giunta di Bagno di Romagna e del Sindaco Lorenzo Spignoli”.

Morrone ora attende una chiara presa di posizione dal funzionario di Governo.

 

Per dovere di cronaca riportiamo di seguito anche il testo del documento redatto dall’Amministrazione

 

 

“CHIEDETELO AL MINISTRO MARONI”!

 

Un recente volantino segna il davvero brutto e becero esordio pubblico della Lega Nord sul nostro territorio. Per primo si tratta di un volantino falso nei contenuti, laddove afferma che in questo Comune per l’assistenza sociale nelle sue forme (contributi per l’affitto, contribuenti economici, per le utenze per i libri, …) verrebbero privilegiati i cittadini extracomunitari rispetto ai cittadini comunitari e italiani.

L’assistenza sociale, in questo Comune, viene prestata tramite atti ufficiali, visibili a tutti, condotti a termine di legge. Il Regolamento comunale che regola il tutto, si riferisce non al colore della pelle ma alle condizioni di bisogno dei residenti che richiedono l’intervento, italiani  stranieri che siano. Le condizioni di bisogno devono essere comprovare tramite certificazioni ISEE ed i Servizi Sociali provvedono alle verifiche in conformità secondo una metodica uguale per tutti.

 

Vengono presi in considerazione tutti i residenti che avanzino richiesta e che siano appartenenti alla razza umana.

Fra le altre cose, se così non fosse, si metterebbero in atto comportamenti discriminatori, giustamente passibili di azioni giudiziarie.

 

Il volantino prosegue lamentando il fatto che qui si sia stata data ospitalità a 5 profughi ghanesi senza chiedere pareri alla gente.

 

Forse si dimentica che questa è a una amministrazione democratica, progressista, aperta, antirazzista, che non ha mai fatto mistero di esserlo.

I cittadini che l’hanno voluta alla guida del Comune, sanno bene cosa pensa in materia.

 

E non è certo alla Lega Nord che noi dobbiamo chiedere pareri o permessi.

C’è da dire che i 5 profughi ghanesi sono stati accolti su richiesta del ministro leghista Maroni in conseguenza all’emergenza umanitaria conseguente alla rivolta di Tunisi e alla guerra in Libia.

Le spese relative agli stessi non gravano sul bilancio comunale, ma sono sostenute dallo Stato.

E’ dunque al ministro Maroni che si deve chiedere quanto spende per questi e gli altri profughi sparsi in Italia.

Il Comune si è limitato a piccoli gesti funzionali e di solidarietà come quello di risistemare e mettere a disposizione dei profughi cinque vecchie biciclette.

Gli stessi, peraltro, ci pare abbiano cercato di ripagare l’accoglienza ricevuta, prestandosi come volontari nella costruzione della mulattiera di Corzano o nella cura dei giardini pubblici.

I profughi, come previsto della legge Bossi Fini nel periodo di loro permanenza primaria, non possono lavorare in forma retribuita alle dipendenze di alcuno, né pubblico né privato e neppure intraprendere lavori autonomi.

Deciderà lo Stato e decideranno loro stessi del loro futuro. Il Comune non può fare più di quanto fatto sinora, pur se poco.

 

Concludiamo ricordando a coloro che cercano consensi indicando l’immigrato come il capro espiatorio delle difficili condizioni dell’Italia o delle loro personali paure, che le sorti del nostro Paese non si migliorano diffondendo messaggi devastanti e la cultura della chiusura e del rifiuto.

Servirebbe invece promuovere politiche eque ed efficaci contro la crisi economica e valorizzare l’apporto economico e sociale di tutte le componenti della società.

 

S. Piero in Bagno, 2/11/2011

 

                                                                                                  La Giunta Comunale

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