28 novembre 2011 - Cesena, Cronaca, Politica

Si può limitare la crisi idrica a Cesenatico? Secondo il Famiglini (PLI) sì

In questo periodo di siccità si moltiplicano le riflessioni da parte dei diversi territori della provincia forlivese cesenate sulla corretta gestione delle “politiche idriche”.

Da Cesenatico interviene anche il segretario comunale del PLI, Alex Famiglini che sostiene si possa intervenire e giocare nuove carte per ammortizzare la penuria d’acqua, specie nel comune marittimo.

 

“E' stato da più parti affermato che il comune di Cesenatico dipende esclusivamente dall'acqua  accumulata dalla diga di Ridracoli per coprire il fabbisogno idrico totale del nostro territorio”- spiega Famiglini - Secondo quanto ci risulta, nel 2007, al tempo della precedente emergenza dovuta alla prolungata assenza di precipitazioni atmosferiche, era stata prevista la realizzazione di un sollevamento ubicato a Cesena che, pompando dal serbatoio nel quale avviene la miscelazione dell'acqua di falda con l'acqua di Ridracoli, avrebbe dovuto immettere una portata straordinaria all'interno della tubatura di Romagna Acque che attualmente convoglia l'acqua a Cesenatico. Parimenti era stata ideata una conduttura che doveva collegare la rete di distribuzione di Cesenatico con l'impianto di potabilizzazione di via Alberazzo situato nei pressi di Savignano sul Rubicone. In tal senso Cesenatico non dovrebbe essere considerata completamente dipendente da Ridracoli ma, a nostro avviso, ha ancora qualche carta da giocare prima di rimanere completamente a secco”.

 

Dunque il territorio cesenaticense potrebbe sopperire alla mancanza d’acqua utilizzando questa strategia, ma il segretario approfondisce ulteriormente l’argomento sottolineando come Cesenatico sia stato, a suo tempo, uno dei Comuni capofila nell’avvallare il progetto della diga di Ridracoli: “Siamo inoltre a rimarcare il fatto che il comune di Cesenatico è da annoverarsi tra i soci fondatori del consorzio che decenni or sono promosse la costruzione della diga di Ridracoli – conferma il rappresentante del PLI che prosegue - sollecitiamo pertanto il Sindaco a far valere i diritti di priorità acquisiti dalla nostra città e ad interrogare Hera e Romagna Acque sulla avvenuta realizzazione delle interconnessioni idrauliche di cui sopra. Se saremo costretti a compiere dei sacrifici è bene che questi siano equamente distribuiti fra tutti i comuni coinvolti nell'attuale crisi idrica e non dovrà essere certamente Cesenatico a pagare da sola per una errata strategia di gestione delle acque che ha portato a questa irrazionale penuria idrica per tutta la Romagna. L'acqua c'era per tutti ed è stata sprecata nel corso dell'inverno dato che la diga è stata in sfioro per mesi”.

 

La chiusa dell’intervento di Famiglini è un attacco diretto a chi in questi anni ha gestito le risorse idriche: “Troppi comuni negli anni si sono allacciati a Ridracoli di fatto rendendo l'invaso sottodimensionato rispetto gli utenti. Occorre una nuova politica di gestione delle acque e la progettazione di un nuovo invaso che copra la quota parte di fabbisogno di acqua di qualità, che non è rappresentata certamente dall'acqua del CER e dall'acqua di falda e che l'attuale  diga di Ridracoli non è in grado di garantire”.       

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