10 novembre 2011 - Cesena, Cronaca, Sanità

Anche a Cesena In piazza per battere il diabete sul tempo

Appuntamento in piazza per battere sul tempo il diabete. In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, medici e infermieri del Servizio di Endocrinologia e Diabetologia dell’Azienda Usl di Cesena, insieme all’Associazione Diabetici di Cesena (A.D.C) e di Cesenatico (A.DI.CE.) e alla Croce Rossa saranno a disposizione sabato 12 novembre a Cesena (piazza Giovanni Paolo II, ore 9-12.30, 15-18) e Cesenatico (piazza Ciceruacchio, ore 9-12.30), domenica 13 novembre a Savignano (piazza Borghesi, ore 9-13) e San Piero in Bagno (giovedì 17 novembre, ore 9-13) per effettuare gratuitamente il test per la rilevazione rapida della glicemia, individuare le persone a rischio grazie a un questionario a punteggio, fornire consulenza medica qualificata e distribuire materiale informativo.

 

“Il diabete – spiega la dottoressa Costanza Santini, responsabile del Servizio di Endocrinologia e Diabetologia che ogni anno eroga nell’Ausl di Cesena circa 10.000 visite  e assiste circa 4500 diabetici – è una malattia a progressione lenta, spesso senza sintomi, e sembra non provocare fastidi. Se non è riconosciuto e trattato, moltiplica il rischio di sviluppare gravi situazioni che possono portare a forti peggioramenti nella qualità della vita propria e dei propri familiari. Viceversa una corretta gestione del diabete, fin dai primi anni dalla diagnosi, permette di ridurre nettamente il rischio di danni vascolari che il diabete provoca in modo specifico e diretto, ad esempio a livello renale e retinico, oppure aumentando le malattie cardiocircolatorie. Per questo è importante prevenire l’insorgere del diabete e intervenire il prima possibile su questa patologia per rimanere attivi e in salute il più a lungo possibile”.

 

Nel cesenate si contano circa 10mila diabetici (circa il 5% della popolazione adulta, in linea con quella regionale e nazionale). L'invecchiamento della popolazione e la diffusione dell'obesità sono i motivi principali di questa “epidemia”, fortemente influenzata da stili di vita scorretti sui quali è bene porre l’attenzione.

 

“Alimentazione equilibrata e attività fisica regolare – sottolinea la dottoressa Santini – riducono del 40% il rischio di sviluppare il diabete di secondo tipo, la forma più diffusa, ma anche la comparsa di ipertensione, ipercolesterolemia e di altri fattori di rischio collegati. Mezz'ora di camminata a passo svelto o di bicicletta al giorno portano a miglioramenti rapidi della pressione, la glicemia scende verso livelli normali e si inizia a respirare a pieni polmoni”. A tavola occorre tornare ai cibi genuini nostrani, senza ricorrere a prodotti preconfezionati o di origine non nota: consumare nelle giuste proporzioni tutte le tipologie di alimenti: carne, pesce, formaggi, pasta, pane integrale, verdure, ortaggi e frutta. E gli zuccheri? Il diabete non viene “per colpa degli zuccheri”, ma deriva dal sovrappeso e dall’obesità, e quindi è molto importante ridurre il carico complessivo delle calorie giornaliere”.

 

Che cos’è il diabete

Il diabete è una condizione nella quale il nostro corpo non è capace di utilizzare lo zucchero presente nel sangue (glicemia). Esistono due forme principali di diabete:  il diabete tipo 1 e il diabete tipo 2.

Il diabete tipo 1

In genere colpisce bambini e adolescenti (ma anche adulti), nel quale le cellule del pancreas che producono insulina sono distrutte da un processo autoimmune e non sono più capaci di produrre insulina, che è necessario somministrare con diverse  iniezioni.

Il diabete tipo 2

Di solito colpisce gli adulti per lo più obesi (ma l'età media si sta sempre più riducendo, fino a colpire anche gli adolescenti), nel quale l'insulina, sebbene prodotta dale cellule del pancreas, non è ben utilizzata dal corpo. Il 90% dei pazienti è affetto da questo tipo di diabete, che puo' essere curato con semplici modifiche nello stile di vita e con farmaci, in genere per bocca.

 

“Battere il diabete sul tempo”è il motto dell’undicesima Giornata mondiale del diabete, che quest’anno vede come testimonial d’eccezione della campagna nazionale Antonio Rossi, campione olimpico e mondiale di Kayak e si svolge sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Salute, del ministero del Lavoro e Politiche Sociali, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Ministero delle Politiche Giovanile e Attività Sportive, del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, del Ministro della Gioventù, della Croce Rossa Italiana e della Federazione Italia Giuoco Calcio. In Italia sono tre milioni le persone con diabete, ma si calcola che altri tre milioni e mezzo di persone soffrano di altre forme di alterazioni della glicemia che precedono l’insorgenza del diabete oppure abbiano il diabete senza saperlo. Il costo per l’assistenza è in media di 2.600 euro l’anno, più del doppio rispetto ai cittadini di pari età e sesso ma senza diabete.

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