25 ottobre 2011 - Cesena, Cronaca, Economia & Lavoro

serve un welfare a misura di donna

Serve un welfare a misura di donna. L'appello viene da Donne Impresa Confartigianato di Cesena, il movimento presieduto da Daniela Pedduzza, che da tempo ha attivato una lobby rosa trasversale con le amministratrici dei comuni e degli enti pubblici territoriali.

“Lo scopo – dice la presidente Pedduzza _ è quello di sensibilizzare i politici alla necessità di sostenere le imprese femminili. Donne Impresa di Confartigianato Cesena sta intensificando le azioni per trovare sinergie con i partner istituzionali e politici per far crescere la presenza femminile a livello imprenditoriale, con la costruzione di un dialogo costruttivo con enti ed istituzioni locali. Alle amministratrici, con le quali da anni è aperto un filo diretto, ribadiamo la richiesta di far leva anche sulla loro sensibilità di donne per favorire politiche che aiutino le imprenditrici a conciliare il lavoro e la famiglia. Più che la crisi il grande problema che preoccupa le imprenditrici è la conciliazione tra impegno lavorativo e la cura della famiglia”.

“La partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane in Italia tra le più basse d’Europa – aggiunge la presidente Pedduzza -. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta”.

Il dato è emerso dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e che è stato presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato tenutasi a Roma il 20 e 21 ottobre, a cui ha preso parte anche una delegazione di Donne Impresa di Cesena.

“In pratica – dice la presidente Pedduzza - siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea. In Romagna le cose vanno però meglio, quasi in controtendenza: Ravenna detiene il primato positivo della Provincia con la più bassa percentuale di donne inattive, 30,7%, e anche Forlì-Cesena ha un tasso di attività più alto delal media nazionale. “A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea., con con appena l'1,3% del Pil speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità. La spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell'Italia”.

“Intanto, nonostante la crisi – prosegue Pedduzza _ le donne si fanno largo anche in settori all’avanguardia e tradizionalmente maschili, ad esempio l'’high tech in ambiti come la robotica, l’elettronica, la chimica farmaceutica, la produzione di software e di apparecchiature di alta precisione, le telecomunicazioni, la ricerca scientifica, la consulenza informatica”.

Scrivi un commento

Abbiamo bisogno del tuo parere. Nel commento verrà mostrato solo il tuo nome, mentre la tua mail non verrà divulgata. Puoi manifestare liberamente la tua opinione all'interno di questo forum. Il contenuto dei commenti esprime il pensiero dell'autore che se ne assume le relative responsabilità non necessariamente rappresenta la linea editoriale del quotidiano online, che rimane autonoma e indipendente. I commenti andranno on line successivamente. L’Editore si riserva di cambiare, modificare o bloccare i commenti. E’ necessario attenersi alla Policy di utilizzo del sito, alle Policy di Disqus infine l’inserimento di commenti è da ritenersi anche quale consenso al trattamento dei dati personali del singolo utente con le modalità riportate nell'informativa.
24WEBTV: La Cronaca in Video Le storie della città in "diretta" sullo schermo.